Comunic-Azione #2 - Giornalismo sportivo e altre sfide

Poche cose tirano fuori il meglio (e a volte, purtroppo, il peggio) di noi come lo sport.

Ecco quindi che il giornalismo sportivo non è una distrazione ma è uno strumento formativo del nostro modo di vedere il mondo.

Parliamo di come si comunica lo sport, di come comunicare lo sport possa aiutare anche chi fruisce del giornalismo sportivo a entrare un po’ più in empatia con il mondo, non solo quello dello sport. Ne parliamo con Francesco Caremani, giornalista sportivo.

Francesco, intanto partiamo da te, vogliamo parlare un po’ delle tue collaborazioni passate presenti e, perché no, future?

Io sono un freelance di lungo corso, ormai dal 2002. Sono freelance da 20 anni, diciamo che di fatto la mia vita giornalistica è stata questa. Ho iniziato a scrivere per il Corriere di Arezzo, ho fatto l’abusivo come tanti della mia generazione, dopo due anni ho preso la tessera da pubblicista, poi ho davvero fatto tantissime cose, perché sono uno che si butta nei progetti, soprattutto in quelli nuovi. Mi piace, quando possibile, inserirmi sin dall’inizio in un progetto nuovo perché l’adrenalina che dà è diversa da quella che percepisci quando arrivi a progetto iniziato, puoi dare un contributo secondo me maggiore.Poi sono uno un po’ fissato con l’organizzazione del lavoro, quindi mi vengono sempre idee in testa, non è detto che siano sempre buone naturalmente, però è il mio modo di lavorare. 

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Lo abbiamo scritto per la newsletter “Comunic-Azione”, che tratta di comunicazione di massa e società.

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